Adotta una madre
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C’è una donna coraggiosa in Senegal, il suo nome è Yayi Bayam Diouf. Vive a Thiaroye sur Mer, un sobborgo povero a sud di Dakar ed è la fondatrice del “Collettivo delle donne per la lotta all’emigrazione clandestina” che si batte per contrastare il fenomeno dell’emigrazione clandestina.
Tanti giovani uomini lasciano il loro paese, a bordo di barconi scalcinati, nell’intento di raggiungere l’Europa dove sperano di trovare un lavoro che permetta loro di mantenere le famiglie rimaste in patria.
Il miraggio europeo offusca gli occhi di tante madri che spingono i figli a partire, convinte che quella sia l’unica soluzione percorribile
Probabilmente la pensava così anche Yayi Bayam Diouf, prima che il figlio Alioune organizzasse una piroga con a bordo un'ottantina di compagni. Naufragarono nell'Atlantico ed i loro corpi non furono mai ritrovati.
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Al dolore per la morte del figlio si è aggiunto il senso di responsabilità che Yayi Bayam sentiva per le altre madri colpite dal suo stesso lutto, poiché era stato suo figlio ad organizzare la traversata. Da qui ha trovato la forza e la determinazione necessarie a raccogliere attorno a se un nutrito numero di donne, oggi sono 375, motivate a lottare controquesto fenomeno.
Alcune fabbricano semola di cuscus e succhi di frutta, altre si dedicano alla pesca ed alla preparazione e vendita del pesce, affumicato o fresco, nell’attesa che i figli le rimpiazzino. Vogliono dimostrare ai giovani che esistono delle alternative e che si possono creare occasioni di lavoro anche in patria.
“if…” intende sostenere il “Collettivo delle donne per la lotta all’emigrazione clandestina” innanzitutto con un progetto di microcredito che permetta di finanziare le tante piccole attività lavorative nate sulla spinta della sua fondatrice, quindi dare eco a questa iniziativa che per prima affronta il problema dell’emigrazione clandestina dalla base, vale a dire dalla mancanza di lavoro e dalla disinformazione.
Adottare una madre significa darle la possibilità di provvedere ai propri figli quando ancora sono piccoli e trasmettere loro un mestiere che li renderà ugualmente indipendenti ed ugualmente in grado di provvedere a quelle che saranno le loro famiglie.